Alberto Grifi presenta il macchinario "lavanastri" RVM
A cura di Carlo Cimmino
02/09/2004 - Revision, Net-zine di Cinema e dintorni
Alberto Grifi è presente alla 61° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con la proiezione di due sue opere ("Transfert per kamera verso virulentia" e "Verifica incerta" di A.Grifi e G.Baruchello) e di un documentario ("Ritratto di Alberto Grifi" di P. Brunatto) - domenica 5 settembre - Sezione "Underground Italia" -, per una retrospettiva sulla Storia segreta del cinema italiano, un cinema dimenticato che rappresenta una delle poche testimonianze di un periodo intenso quanto mistificato della nostra storia.
La partecipazione del regista è anche l’occasione per presentare un sistema innovativo per salvaguardare il materiale audiovisivo, in particolare i videonastri RVM incisi negli anni ‘60-’70, realizzati con videoregistratori da studio e portatili, che hanno subito nel giro di un ventennio un rapido ed inaspettato processo di deterioramento.
Da settembre 2004 è infatti operativo il macchinario "lavanastri" progettato da Alberto Grifi, che è la versione professionale del prototipo del '92, sviluppato grazie alla collaborazione con la Fondazione Baruchello, già precursore nella ricerca e promozione del percorso di sviluppo delle tecnologie di recupero dei nastri. Il macchinario per la rigenerazione dello stato fisico dell'emulsione dei nastri analogici e la restituzione su supporto digitale è stato realizzato su scala industriale da Consorzio Media Comunications ed è ospitato all'interno del Parco Scientifico di Tortona.
La rigenerazione consiste in un trattamento fisico-chimico delle superfici del videotape che ne lasci inalterate le configurazioni magnetiche. Oltre alla possibilità di restauro ed al successivo trasferimento su supporto digitale, il programma prevede anche servizi di post-produzione personalizzati, con aggiunta di montaggio ed effetti sui formati digitali.
L’importanza del progetto va individuata nella sua unicità. Se, infatti, le tecnologie digitali per il restauro della pellicola hanno recentemente goduto di importanti finanziamenti ottenendo brillanti risultati, al restauro del video non è stata dedicata altrettanta attenzione diagnostica e i danni causati dal tempo sono stati solo in parte compresi e affrontati. Una disattenzione difficilmente spiegabile se si considerano la ricchezza e la varietà delle produzioni RVM. Una fonte vastissima di produzioni e documentazioni, realizzate da gruppi indipendenti con un forte taglio antropologico e politico, offrirebbero un quadro di riferimento diverso all’indagine storica ed un approfondimento del tutto nuovo del fermento culturale di quegli anni, approfondimento che né la televisione né il cinema dell’epoca, a causa di costi elevati, montaggi brevi e tendenza a realizzare un’informazione massificata, possono dare.
Per informazioni:
http://www.albertogrifi.com