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Nuove prospettive leggi questa pagina in inglese

Già da qualche anno, importanti Broadcast televisivi istituzionali (Rai, Ortf, etc.) denunciano che migliaia di ore custodite negli archivi RVM, (su standard successivi e assai più evoluti rispetto al già citato open reel, come le cassette U-Matic da 3/4 di pollice) mostrano difficoltà di lettura sempre crescente in proporzione al tempo che passa.
Questa notizia vuole sottolineare che la necessità di assicurare continuità tra i sistemi tecnologici in rapida trasformazione è sentita in molti settori diversi delle attività mediatiche, comunicative e performative e, per ciò che riguarda il progetto del laboratorio che si descrive prevedendolo nel suo sviluppo, sarebbe di grande utilità collettiva predisporre corsi di formazione professionale per personale tecnico in grado di garantire la manutenzione e, quando necessario, la parziale ricostruzione dei macchinari ormai obsoleti.
Recentemente Alberto Grifi, avvalendosi delle esperienze passate, ha progettato e realizzato con il Consorzio media Comunications un laboratorio professionale per la rigenerazione di nastri video RVM. Il laboratorio è ospitato all'interno del Parco Scientifico di Tortona ed è operativo da settembre 2004.
Segnali di consenso al progetto, che oltre ad attestarne la validità, evidenziano la necessità e l'urgenza della sua realizzazione, sono stati dati da importanti Enti e Centri di Documentazione proprietari e custodi di vasti archivi audiovisivi (Rai sez.Audiovideoteche di Roma, ASAC, AAMOD, etc..), con i quali si sono stabilite le prime linee di intenti in previsione di una collaborazione per la salvaguardia del patrimonio audiovisivo individuato.
L'obiettivo dichiarato è salvare dal deterioramento i videonastri incisi negli anni '60-'70, vale a dire le prime documentazioni realizzate con videoregistratori da studio e portatili, che hanno subito nel giro di un ventennio un rapido ed inaspettato processo di invecchiamento.