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La perdita della memoria leggi questa pagina in inglese

Questo patrimonio di documentazione storica tanto consistente quanto inestimabile se si pensa che non nacque dalla necessità di produrre
spettacolo ma, al contrario, fu realizzato "in presa diretta" sull'autentica realtà sociale, è destinato ad essere perduto. Va ricordato che molte performance (create da famosissimi artisti, pionieri dell'arte elettronica, come Nam June Paik, Andy Warhol,etc.), ricordate nelle pubblicazioni d'arte e oggetto di studio universitario come momenti fondanti della cultura contemporanea, non possono essere più rappresentate negli stessi importanti musei americani ed europei che le ospitarono e che le videro nascere perché si è persa memoria del funzionamento dei videoregistratori con i quali furono realizzate.
I polimeri che costituiscono il legante delle particelle magnetiche e i policarbonati stesi posteriormente sul supporto del nastro, che dovrebbero avere la funzione di incrementarne la scorrevolezza, col passare del tempo hanno subito una degenerazione della struttura: fra spira e spira delle vecchie bobine si è prodotta e sedimentata collosità che, causando attrito, altera la normale continuità di scorrimento del nastro sul tamburo delle testine rotanti, rendendo irregolare la lettura delle tracce di sincronizzazione, impedendo conseguentemente il play-back di immagini e suono.
Se le tecnologie digitali per il restauro della pellicola hanno recentemente goduto di importanti finanziamenti ottenendo brillanti risultati sposando scanner, computer e film recorder, al restauro del video, non è stata dedicata altrettanta attenzione diagnostica e i danni causati dal tempo sono stati solo in parte compresi e affrontati.
Le produzioni e documentazioni realizzate da gruppi indipendenti con un forte taglio antropologico e politico farebbero riemergere un quadro molto diverso da quello che il mass-media ci ha tramandato.